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I vini di montagna: viticoltura eroica ad alte altitudini.

La Viticoltura di Montagna: un viaggio tra eccellenze e tradizioni

La viticoltura di montagna rappresenta un universo affascinante nel mondo dell'enologia, dove la passione dell'uomo si fonde con le sfide di un ambiente unico. Vini di montagna, spesso eroici, sono il risultato di una viticoltura che richiede competenze specifiche e rispetto per un ecosistema fragile.

Dalla Val d'Aosta all'Umbria, passando per le Dolomiti del Trentino, esploriamo alcune delle etichette di montagna più rappresentative del nostro assortimento, vini che raccontano la storia di un territorio e la sua gente.

 

Bollicine di montagna: tradizione e innovazione 

Iniziamo con le bollicine. In Umbria, il Metodo Ancestrale a base di Grechetto ci regala un vino autentico e immediato, mentre il Trentino-Alto Adige, il Trentodoc Metodo Classico, nelle sue diverse interpretazioni: la prima, un Trentodoc affinato 24 mesi in acciaio, che valorizza la purezza dei frutti di montagna, e la seconda, un Trentodoc di 48 mesi con fermentazione in barrique, che invece sottolinea l’eleganza e la complessità del territorio. Questi vini sono figli delle Dolomiti, con terreni calcarei e un clima alpino che regala struttura e finezza alle bollicine.

 

Bianchi di Montagna: un’esplosione di profumi

Dalla Val d’Aosta arriva il Petite Arvine, un vitigno che racchiude il cuore del territorio valdostano. Questo vino esprime una mineralità incisiva e un bouquet floreale che richiama i prati alpini, riflettendo la forza delle montagne più alte d’Italia.

In Trentino, il Gewurztraminer e un bianco a base di Nosiola rappresentano due volti della viticoltura locale. Il primo è un’esplosione aromatica, con note di litchi, petali di rosa e spezie, che si armonizzano grazie alla freschezza tipica delle altitudini. La Nosiola, invece, è un omaggio alla tradizione trentina, con il suo carattere delicato e una nota di nocciola che deriva dal terroir unico delle colline circostanti.

 

Rossi di Montagna: forza, eleganza e passione

ll nostro viaggio tra i rossi parte dall’Umbria con un Sagrantino Montefalco, un vino che, seppur lontano dalle vette alpine, si fa testimone di un microclima che unisce la forza dei tannini alla freschezza data dall’altitudine collinare. Questo equilibrio lo avvicina ai rossi di montagna per intensità e profondità.

 

In Trentino, l’Uvaggio Bordolese composto da Cabernet Franc, Merlot e Cabernet Sauvignon racconta la capacità delle valli alpine di interpretare vitigni internazionali con un’identità unica. La freschezza del clima di montagna dona struttura e longevità a un taglio bordolese che qui si arricchisce di un’impronta minerale distintiva.

Infine, torniamo in Val d’Aosta con il Petit Rouge della denominazione Torrette, un rosso che incarna la tradizione valdostana. Con note di frutti rossi maturi e un tocco speziato, questo vino è un tributo alla resistenza delle vigne che si arrampicano sui pendii più scoscesi.

 

Il filo conduttore che lega questi vini è il rispetto per il territorio e la capacità di trasformare le difficoltà in opportunità. 

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