Non hai l'età per visualizzare questo contenuto
Ciao! Hai l'età giusta per poter accedere ai prodotti?
Consegne in tutta Italia in 24-48h
I vini fossili: eredità di un mare scomparso milioni di anni fa

Hai mai sentito parlare di un vino fossile? Scoprili con noi! 

Che cosa accomuna Langhe, Oltrepò Pavese e Colli Piacentini, tre territori così diversi per tradizioni e cultura? Un mare scomparso milioni di anni fa, che ha lasciato in eredità terreni ricchi di fossili capaci di influenzare il carattere dei vini. È un po’ come sorseggiare la storia geologica di queste zone, ritrovando in ogni calice un pizzico di sapidità e profondità “marina”.

 

Se partiamo dalle bollicine, ci imbattiamo subito in una Malvasia di Candia spumantizzata con metodo Charmat, prodotta senza solfiti dall’azienda Illica: un piccolo capolavoro di aromaticità e immediatezza, in cui le note floreali e fruttate vengono rese ancora più fresche e scattanti da quel pizzico di mineralità tipica dei terreni marnosi. Dalle colline piemontesi delle Langhe arriva poi un Metodo Classico da Chardonnay e Pinot Nero che, con i suoi 24 mesi sui lieviti, unisce la fragranza agrumata a sentori di lievito delicati dell'azienda Sordo. E se si vuole qualcosa di più complesso, l’Oltrepò Paveserisponde con un Metodo Classico che rimane a contatto coi lieviti per 48 mesi e nasce da un taglio in prevalenza Pinot Nero, il Vergomberra di Bruno Verdi. Qui la lunga sosta sui lieviti regala sentori di frutta secca e tostatura, mentre la matrice fossile del terreno sostiene la struttura del vino e lo rende sorprendentemente elegante.

 

La stessa impronta “marina” si ritrova nei bianchi. Il Gavi di Gavi, per esempio, proviene da un cortese coltivato su colline calcaree che donano sentori floreali, freschezza e un finale quasi salino. Nei Colli Piacentini, invece, la Malvasia di Candia si fa sentire in versioni particolari come il Traiano(sempre azienda Illica), prodotto a ben 700 metri di altitudine e arricchito da profumi intensi di frutta che si intrecciano a una verve sapida. Rimanendo in zona, spicca anche il Timorasso asso dell’azienda Sordo, un bianco che ricorda un Riesling “Trock” per le sue note di fieno e l’acidità vivace: un mix in cui l’origine fossile del suolo emerge in una mineralità persistente.

 

Passando ai rossi, il Nebbiolo delle Langhe targato Manzone fa da padrone di casa con i suoi profumi di rosa e spezie, insieme a un tocco salino che sottolinea la raffinata struttura tannica. Nel frattempo, c’è anche chi preferisce la Barbera “Scolastica” dell’azienda Scagliola, definita così perché ne interpreta la veste più immediata e genuina, senza rinunciare a quel guizzo sapido che la rende accattivante. E per chiudere in bellezza, l’azienda Illica propone il “Gutturnio”, un rosso fermo e strutturato che rivela tutta la potenza del frutto, bilanciata dall’energia data dai suoli antichi.

 

Dietro ogni sorso, dunque, c’è un pezzetto di mare preistorico che ha reso uniche queste colline. Anche se il termine “vini fossili” può suonare curioso, descrive perfettamente la magia che avviene quando vitigno e territorio si incontrano su terreni un tempo sommersi dalle acque. È un viaggio che parte da milioni di anni fa e arriva dritto al calice, pronto a stupire chiunque sia alla ricerca di un sapore autentico e indimenticabile.

Chi lo inizia con noi? Vi aspettiamo anche in store per scoprire questa speciale selezione! 

Prodotto aggiunto alla lista dei desideri
Prodotto aggiungi al comparatore.